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Ginosa:
Chiesa Madre
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La Chiesa Madre, posta al termine di via Matrice, immersa nello
scenario rupestre, è il simbolo della secolare devozione dei
ginosini per la Vergine del Rosario, eletta patrona del paese
nel 1765.
Costruita in tufo locale, era inizialmente dedicata a S. Martino de
Tours. “L’impostazione architettonico-compositiva (facciata a
capanna, pilastri cruciformi, archi a sesto acuto, campanile poco
slanciato), la presenza di capitelli tardo antichi con cherubini
alati (portale occidentale), di capitelli di ispirazione bizantina
con volute ioniche e fogliame d’acanto (portale |
meridionale), o
ancora i festoni rettilinei, ricorrenti nell’architettura
federiciana, conducono facilmente ad un’erronea retrodatazione del
monumento” (arch. A. Pacente) risalente, invece, alla fine del
‘400 – inizi ‘500, durante la baronia dei Grisone Sanseverino.
L’impianto è a tre navate con due file di pilastri; la navata
principale, lunettata, accoglie l’altar maggiore e, sul retro, il
coro sormontato dalla cantoria e dall’organo in posizione centrale.
La navata sinistra ha quattro cappelle, annesse successivamente:
· la cappella della
S.S. Trinità (oggi cappella di S. Rita), ove era collocata la tela
della “S.S. Trinità che incorona la Vergine” probabile opera di un
seguace di Angelo Solimena, attualmente posta nella navata destra;
· la cappella della
Madonna del Carmine, che accoglie la statua della Vergine;
· la cappella del
S.S. Sacramento e Rosario, sul cui altare nel ‘600, fu collocata la
tela della “Madonna del Rosario” sovrastata da una grande corona e
da due angeli;
· la cappella di San
Pietro, che accoglie le tele provenienti dal convento dei
Cappuccini.
Particolarmente interessante è il pulpito, di forma ottagonale,
risalente al 1773.
I decori e gli affreschi sono stati realizzati dal pittore ginosino
V. Malvani nel 1941; cinquecentesco è il “S. Martino vescovo”
dipinto internamente, sopra l’ingresso laterale. |
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| I testi sono tratti dalla scheda su GINOSA di
Maria
Carmela Bonelli per Puglia Rurale, il territorio a ovest di Taranto tra Murgia,
Gravine e Jonio, Regione Puglia, Capurso, 2001 |
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