Aseco, nessun parere contrario al piano da 700mila euro

All’Aqp costa caro dire addio ai cattivi odori del compostaggio

Associazioni, Enti e comitati avevano tempo sino all’8 gennaio scorso per le proposte migliorative. Sarà applicato il progetto dell’azienda

di Marilena Surdo

Poco prima di Natale, il tavolo tecnico per la risoluzione ambientale ginosina circa l’Aseco, aveva stabilito che l’8 gennaio scorso sarebbe stato il termine ultimo per presentare i pareri circa le proposte migliorative avanzate dal management Aseco. All’incontro di fine anno parteciparono, l’ass. all’Ambiente, Michele Conserva, la vicepresidente del Consiglio provinciale, Marta Teresita Galeota, il rappresentante Aqp – Aseco, l’ing. Vincenzo Romano, il primo cittadino ginosino, Luigi Montanaro, accompagnato dall’ass. alle Opere Pubbliche, Vincenzo Di Canio, il cons. provinciale Augusto Pardo e i rappresentanti del comitato spontaneo Anti-Aseco.
Durante quella seduta l’ing. Romano, amministratore delegato Aseco, ha presentato una proposta tecnica migliorativa delle prestazioni ambientali. La proposta si basa sugli studi effettuati dall’Università di Perugia, Dipartimento di Ingegneria Industriale: «Innanzitutto la realizzazione di un capillare sistema di rilevazione – ha spiegato l’ing. Romano - che si baserà sulla lettura e l’analisi di tre parametri di processo della fase di biossidazione: temperatura, ossigeno ed umidità». U n’altra importante fase, come illustrato dall’amministratore delegato Aseco, «sarà l’eliminazione degli odori durante lo scarico dei materiali fangosi che attualmente si realizza in una zona esterna. Per evitare che lo scarico e la pulizia dei cassoni avvenga all’aperto, la società di compostaggio dell’Aqp ha proposto un prolungamento dei capannoni attualmente deputati al ricevimento degli stessi già dotato di un biofiltro
», rafforzando anche l’intento di lavorare quasi tutto il processo di compostaggio al chiuso. Anche le acque di percolato rappresentano una causa importante dei cattivi odori in contrada Lama di Pozzo, dove ha sede l’Aseco spa. Queste saranno, secondo le proposte avanzate da Aseco stessa, canalizzate ed inviate in tre vasche di stoccaggio, e trattate da un impianto appositamente studiato con sistema chiuso.

aseco 


Durante il tavolo tecnico che ha avuto luogo il mese scorso, da più parti è stato obiettato che le proposte non sarebbero state realizzate entro l’estate prossima, ma per andare incontro alle necessità dei cittadini, Aseco ha comunque proposto di ridurre del 25% il ritiro dei materiali fangosi biocompostabili. Il piano così proposto prevede un costo di circa 700.000 euro, proposte tecniche accolte dall’assessorato all’Ambiente e che qualora non fossero giunti pareri o modifiche a quel piano di interventi sarà applicato.Ma le modalità di applicazione delle modifiche e di realizzazioni degli interventi saranno definite in un prossimo tavolo tecnico che avrà luogo nelle prossime settimane.

Fonte: Corriere del Giorno, 12 gennaio 2010, p. 34.

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